'A 15 anni dipingevo come Raffaello, ho impiegato tutta la vita per imparare a dipingere come un bambino' (P. Picasso)

Perché Fiabe Silenti?


INTRODUZIONE

Questa raccolta di scritti ha l'intento di trattare alcune problematiche legate alla sordità.
Viene mantenuta la struttura tipica della fiaba sia per non deviare dallo spirito con cui è stato progettato questo blog, sia per smorzare l'impatto che alcuni temi forti potrebbero generare nel lettore, specialmente se si tratta di un bambino.
Queste fiabe, diversamente dalle altre, non fanno riferimento ai disegni di Greta come fonte di ispirazione e per questo risultano non illustrate.
L'aggettivo “silenti” è stato adottato in attinenza alla caratteristica fondamentale della realtà dei sordi che scaturisce dalla mancata o parziale ricezione degli stimoli sonori esterni.
Per contro, secondo un'ottica tipica delle persone non udenti, la mancanza di immagini deputate ad esprimere quei significati che la parola scritta non consente pienamente di mediare, conferisce a queste fiabe una caratteristica di “silenzio visivo”.

Il Gioco dei Fiocchi di Cotone.

Questa fiaba racconta la vita di una persona sorda che scopre il proprio handicap nella maniera traumatica usuale, l'applicazione delle protesi, e che cerca in qualche modo di adattarsi alla sua condizione.
Il nucleo centrale è tuttavia il suo percorso di crescita che avviene soprattutto attraverso l'acquisizione di abilità manuali che poi si trasferiscono in campo intellettivo.
Il riferimento immediato è alla Lingua dei Segni e, nel caso di Greta, alle tecniche espressive grafico-pittoriche apprese nell'arco della sua vita.
Il gioco dei fiocchi di cotone rappresenta uno stadio cognitivo frammentario ed erratico che, pur offrendo enormi possibilità espressive, non può costituire un pensiero strutturato solido e funzionale all'acquisizione di un sapere razionale di livello superiore.
Esso può essere paragonato ai disegni che Greta produce continuamente fino dall'infanzia.
La stoffa prodotta al telaio è la conoscenza mediata attraverso un linguaggio complesso, la Lingua dei Segni, che permette ai non udenti di strutturare un pensiero di tipo razionale simile a quello acquisito mediante un linguaggio verbale qualsiasi.
L'utilizzo dei colori nelle fantasie etniche dei tessuti, il legame di tipo affettivo-familiare con il cotone, il materiale grezzo su cui si regge tutto il racconto, è la Cultura dei Sordi, che trova nella Lingua dei Segni il suo linguaggio naturale e il mezzo immediato di comunicazione.
Il modo con cui la madre ha approcciato il problema della sordità della figlia è fondato sul rispetto per il diverso, e sul tentativo di avvicinarsi al mondo di chi si trova più in difficoltà, e non su quello di trascinare a forza i non udenti in un mondo in cui il loro handicap venga conclamato in ogni momento.
Imporre l'uso delle protesi costituisce una violenza enorme ma necessaria, perché i non udenti sono comunque obbligati a rapportarsi con gli udenti e la loro realtà.


L'albero degli applausi

La Lingua dei Segni si basa sull'utilizzo di immagini in movimento create nell'aria con le mani, chiamate “segni”, mentre i di-segni sono immagini create su un supporto cartaceo o di altro genere.
In entrambi i casi servono per esprimere un significato e veicolare un messaggio.
Le persone sorde sono maggiormente avvezze a collegare un significato ad un'immagine, in qualsiasi modalità venga espressa.
Nel caso di questa fiaba, è stato possibile riconoscere, nel semplice movimento delle foglie di un albero, una valenza semantica in quel momento molto gratificante.

Per questo breve racconto, in seguito Greta ha creato un' immagine a cui fare riferimento, ma per l'argomento che tratta, così strettamente collegato alla lingua dei segni e quindi alle tematiche relative ai non udenti, viene mantenuto nel gruppo delle fiabe silenti.



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